La potatura dei “gusci vuoti”

LA POTATURA DEI “GUSCI VUOTI”

Il 27 gennaio si celebra il Giorno della Memoria.

Quel giorno del 1945 l’Armata Rossa dell’Unione Sovietica liberò i superstiti nel campo di sterminio di Auschwitz.
Il mondo venne così a conoscenza degli orrori del genocidio nazi fascista.

Quell’orrore nella Germania nazista iniziò molto prima dello scoppio della seconda guerra mondiale.
Nel 1933 fu emanata la legge sulla sterilizzazione denominata “legge per la prevenzione di nuove generazioni affette da malattie ereditarie”. Quella legge fu l’inizio e la base ideologico-normativa di tutte le leggi successive sui temi razziali e dell’eugenetica.

Solo negli anni 80 alcuni giovani medici psichiatri tedeschi iniziarono ad approfondire ciò che era accaduto attraverso la raccolta di documentazione e testimonianze.

Si arrivò fino alla legge del 1939 che stabiliva il programmato assassinio dei disabili in quanto esseri umani la cui vita non meritava di essere vissuta.
Le persone con disabilità mentali o con menomazioni fisiche erano considerate parassiti.
Nelle scuole veniva “insegnato” che i disabili e gli ammalati mentali erano “gusci vuoti” che non meritavano di vivere.

Significativo è questo problema di matematica che venne sottoposto agli alunni delle scuole elementari: “il mantenimento di un malato mentale costa circa quattro marchi al giorno, quello di uno storpio 5,5 marchi. Molti dipendenti statali ricevono solo quattro marchi al giorno, gli impiegati appena 3,5, i lavoratori manuali nemmeno due marchi al giorno. Illustrate queste cifre con un diagramma. Secondo stime prudenti sono 300.000 i malati mentali, di cui si prende cura lo Stato. Quanto costano in tutto queste persone a quattro marchi a testa? Quanti prestiti matrimoniali a 1000 marchi l’uno potrebbero venir concessi sfruttando questo denaro?”
Ancora è visibile una scritta nel campo di sterminio di Auschwitz che dice: “…Chi non conosce la propria storia è costretto riviverla…”

#giornatadellamemoria #conoscerepernondimenticare