Festa della Zucca, la Zucca non è solo Halloween

Ancora oggi, nella vulgata popolare, chiamiamo il 2 novembre “la festa dei morti”. Usiamo con normalità la parola “Festa”, non la parola ricordo o commemorazione. Ci rifacciamo ad un culto molto antico. Il culto della Madre Terra che nella notte tra il primo e il 2 novembre rendeva possibile l’attraversamento del confine sottilissimo che separa la vita dalla morte, il soprannaturale dal mondo dei vivi.

Contrariamente a ciò che si crede, non è una festività legata alla morte, ma esattamente il contrario: un giorno legato alla vita, alla dea Madre (la terra) che muore o va a “riposo” per poi rinascere nel nuovo ciclo della vita l’anno successivo. 
La fine è l’inizio e tutto ritorna eternamente nei cicli della natura. In questa notte le anime dei morti riescono, dunque, più facilmente raggiungere e far visita ai loro cari ancora in vita.

Da questa credenza era usanza fino a pochi anni fa, mettere delle “lumére ” (cestini di vimini o zucche svuotate con candele) e lasciare sugli usci delle porte fave, semi di zucca, patate americane, marroni, in modo che gli spiriti durante le loro visite potessero ristorarsi. 
È una tradizione che viene dei nostri progenitori i Celti, arrivati nella pianura padana 400-500 anni prima di Cristo e le cui usanze non sono mai sparite, dando vita ad un impasto tra credenze cristiane e pagane.